Si chiama ENV Motorcycle ed è la prima motocicletta a idrogeno ad essere commercializzata.
Si avete capito bene commercializzata, le quattro ruote continuano ad annunciare prototipi , ma nessuna delle case blasonate aveva mai messo in commercio un modello (… che sia uno).
La rivoluzione arriva dalle due ruote e con un veicolo che sfoggia un design sofisticato per un telaio in monoscocca che colloca il serbatoio, dalla forma di una valigetta, nel vano che i motocicli odierni usano per alloggiare il motore.
Ebbene la rivoluzione energetica ha avuto inizio e in Inghilterra è stata avviata una piccola produzione di serie.

COME FUNZIONA
L’energia è prodotta dalla reazione chimica tra idrogeno e ossigeno che si trasformano in un composto da acqua.
CARATTERISTICHE
- MOTORE
Le Fuel cell (peso di circa 20Kg) producono 1kW
E’ inoltre presente un motorino elettrico per l’avviamento del motore
- CAMBIO
ENV non ha le marce
- PRESTAZIONI
Ottima accellerazione, per una velocità massima di 80Km/h
che riesce a raggiungere in circa 12″ (non male)
- AUTONOMIA
L’autonomia media è di circa 4 ore consecutive, circa 160 Km
Il tempo di ricarica dura 5 minuti
- CICLISTICA
Il telaio è molto leggero e ben bilanciato , grazie all’assenza di un motore a scoppio gli ingegneri sono stati facilitati durante la fase di progettazione e ripartizioni pesi.
Dai video e i numerosi articoli scovati in rete , sembra che questa moto sia estremamente facile da guidare.

- RUMOROSITA’
“Non è mai stata prodotta una motocicletta silenziosa prima d’ora e quindi nessuno ci è abituato”, ha dichiarato Harry Bradbury, direttore di Intelligent Energy, la società che ha creato il prototipi. “Ora che ci apprestiamo a produrla stiamo pensando di aggiungervi una leggera modulazione di suono”.Il motore è silenziosissimo, che può essere un bene per l’inquinamento sonoro, ma un problema di sicurezza poichè le automobili non si accorgono del motociclo che le sta affiancando.
Ma nessun problema gli ingegneri Inglesi hanno in progetto di accessoriarla con un rumore artificiale, magari prendendo spunto dal rombo delle moto a scoppio , ma attenzione non pensate all’Harley perchè il suo rombo è sotto brevetto.
Il rombo artificiale sarà anche possibile spegnerlo quando si sta viaggiando in un luogo dove si vuole rispettare la quiete.

- INQUINAMENTO
Il motore produce vapore acqueo , che può anche essere bevuto
- PREZZO
6000$
VIDEO
Sulla rete sono disponibili alcuni video molto interessanti ma vi propongo il più significativo
Guarda il Video 1
SOLUZIONI ALERNATIVE
Ed è proprio di questi giorni la notizia che a Napoli e a Benevento ci sarà la prima sperimentazione italiana con una trentina di scooter ad idrogeno made in Italy (sono progettati dall’università di Benevento): verranno usati dai vigili urbani e il rifornimento avverrà in un distributore alimentato da energia fotovoltaica.
DISPONIBILITA dell’ IDROGENO in NATURA
[Fonte Wikipedia]
L’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’universo, forma fino al 75% della materia (in base alla massa) e più del 90% (in base al numero di atomi). Questo elemento si trova principalmente nelle stelle e nei giganti gassosi. Relativamente alla sua abbondanza generale, l’idrogeno è molto raro nell’atmosfera terrestre (1 ppm) e praticamente inesistente allo stato puro sulla superficie e nel sottosuolo terrestre.Sulla Terra la fonte più comune di questo elemento è l’acqua, che è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (H2O). Altre fonti sono: la maggior parte della materia organica (che comprende tutte le forme di vita conosciute), il carbone, i combustibili fossili e il gas naturale. Il metano (CH4), che è un sottoprodotto della decomposizione organica, sta diventando una fonte di idrogeno sempre più importante.IDROGENO NON E’ TOSSICO
L’idrogeno è un gas altamente infiammabile e forma con l’aria miscele esplosive. Reagisce inoltre violentemente con il cloro e il fluoro.L’acqua pesante (o ossido di deuterio) D2O è tossica per molte specie. La quantità necessaria a uccidere un uomo comunque è notevole.PRODUZIONE INDUSTRIALE DELL’IDROGENO ? NO GRAZIE !!!
Come noto, non esiste sulla Terra allo stato libero ma soltanto combinato con altri elementi.
In altri termini l’idrogeno deve essere prodotto.
L’impatto ambientale del suo utilizzo viene pertanto determinato dal modo in cui è realizzato.Il fatto che l’idrogeno sia l’elemento più abbondante dell’universo potrebbe far pensare che sia estremamente facile produrlo, ad esempio estraendolo dall’acqua.
Se questo è vero in linea teorica, nella pratica attualmente il modo più economico per produrre questo elemento consiste nell’utilizzo di petrolio o di altri combustibili fossili. Infatti, circa il 97% dell’idrogeno prodotto è ottenuto dai combustibili fossili, mentre soltanto un 3% si ottiene tramite l’elettrolisi dell’acqua. Questo processo, sfruttando combustibili fossili, porta all’emissione di elevate quantità di CO2 le quali finiscono per aumentare il bilancio termico della terra e l’effetto serra.
BIO-IDROGENO !!! GLI ENZIMI !!!
La rivista scientifica “Plos One” ha recentemente pubblicato una scoperta degli scienziati del Virginia Tech, dell’Oak Ridge National Laboratory (Ornl) e dell’University of Georgia, che utilizzando alcuni enzimi come catalizzatori in una miscela di acqua e amido sono riusciti a produrre automaticamente idrogeno. Gli scienziati della Virginia Tech hanno utilizzato una combinazione di 13 enzimi che non si ritrovano insieme in natura, in grado di convertire polisaccaridi e l’acqua in idrogeno. La loro scoperta nasce dalla diretta osservazione della natura.
I polisaccaridi come la cellulosa e l’amido sono normalmente usati nei processi vegetali dalle piante per conservare energia.
Il contatto diretto con gli enzimi consente di produrre energia, biossido di carbonio e idrogeno.
Il processo ha il vantaggio di poter avvenire in condizioni ambientali normali di temperatura e pressione. Un aspetto che facilita l’impiego della scoperta scientifica in ambito tecnologico e commerciale.
Produrre idrogeno nel serbatorio.
Secondo gli scienziati è possibile concepire un’automobile in grado di produrre e consumare idrogeno utilizzando come materia prima (carburante) direttamente gli elementi primari nel serbatoio.
In altre parole, invece di fare il pieno a idrogeno un’automobile può fare il pieno di amido e produrre così l’idrogeno per far funzionare il motore.
Un normale serbatoio auto con una capienza di 45 litri può contenere 27 kg di amido necessari per produrre 4 kg di idrogeno e percorrere circa 300 miglia (circa 500 km).
Problemi di stoccaggio.
Il sistema basato sugli enzimi riduce il problema di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno.
Non necessita di alte temperature per la produzione dell’idrogeno o di basse temperature per il suo stoccaggio.
Inoltre, l’amido avendo natura vegetale è assimilabile alle energie rinnovabili e può essere facilmente prodotto ovunque.
CONCLUSIONE
A me viene solo un dubbio !
Dobbiamo lasciare il petrolio OK!
Il metano NO ! Perchè è tutto in mano alla Russia e non si vuole che diventi la nuova Arabia Saudita !
Ma il solare a batterie non era un’ ottima alternativa, realizzaabile sono se si mettessero a migliorarne le tecnologie.
E adesso l’idrogeno lo propongono come unica alternativa !!!
Non è che forse il SOLE non me lo puoi vendere e io per fare idrogeno ho sempre bisogno di una multinazionale ???
Meditate gente … meditate





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